PERCHÉ SANREMO…È SANREMO?

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29 gennaio 1951, Nuzio Filogamo dal Salone delle Feste del casinò di Sanremo dava inizio a quella che ancora oggi è riconosciuta come la trasmissione Italiana più seguita con tematica musicale.
Già, il Festival della Canzone Italiana.
Lo scopo sin dall’inizio, era quello di creare uno spettacolo nello spettacolo. Far ascoltare per la prima volta canzoni allo stesso pubblico che le avrebbe poi acquistate.
Risultò geniale!
Negli anni la manifestazione ha subito mutamenti importanti. Il meccanismo che sancisce la canzone vincitrice ha subito mutazioni notevoli passando dal Totip, alle giurie demoscopiche e al televoto, anche se in verità, raramente il risultato della classifica corrispondeva alla realtà di vendita.
Così negli anni in Festival è diventato sempre più una sorta di “vetrina”. Ecco il motivo per cui moltissimi “grandi” interpreti Italiani partecipano, si, ma come Ospiti strapagati, per fare promozione al loro ultimo lavoro, disertando così la gara.
Questa sarà la sessantacinquesima edizione.

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Sarà condotta da CARLO CONTI con la coconduzione di EMMA MARRONE e ARISA in onda su Rai1 e in Eurovisione dal 10-14 febbraio 2015.

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Cosa ci si aspetta da questa “nuova” edizione?
Beh, sarebbe bello se Sanremo, ritornasse ad essere SANREMO!
Sarebbe magnifico se i riflettori fossero rivolti sempre e soltanto sulla Musica suonata e cantata dal palco.
Sarebbe stupendo se ogni artista avesse modo di spiegare il suo pezzo. Se ci fosse la volontà di trasmettere ai giovani passione per la musica, andando ben oltre il semplice ascolto. Insegnare a coglierne le sfumature, la sua anima. Capire la canzone, andando oltre le sue sonorità, il ritmo, il personaggio che la interpreta.
Sarebbe incredibile se per una volta, si tornasse a rendere protagonista chi canta e la canzone che interpreta, piuttosto di chi presenta o l’ospite di “circostanza”, voluto dagli sponsor.
Che bello se la pubblicità e i siparietti utili per il cambio scena, fossero solo parentesi brevi e necessarie tra una canzone e l’altra, piuttosto che il contrario.
Sarebbe stupendo se in questa edizione, si evitassero monologhi pseudo politici e moralisti. Propagande e spot pro o contro qualcuno, qualcosa che con la musica, davvero, non ha nulla a che spartire!
Sarebbe magnifico, che per una volta, si evitasse di far dire alla Musica, quello che la musica non dirà mai. La musica unisce, rallegra, alleggerisce, edifica non distrugge è positiva!

Cosa sarà questa edizione? Vedendone gli autori, veri artefici e burattinai, non mi aspetto un gran che di diverso dalle precedenti edizioni. La speranza è che le giovani sul palco, possano dire la loro, avendo la prospettiva di chi il festival l’ha fatto.
Si vedrà.
La speranza che Sanremo torni lo spettacolo per la musica, resta la speranza del pre festival. Ne riparleremo. Il 15 febbraio.
Pi.eR.