Musica fotocopia, radiofonia schierata.


Sempre più difficile trovare oggi qualcosa di nuovo.

Tutti presi dall’ansia da prestazione. Tutti copiano tutto.

“Se funziona, seguiamo la corrente!”

L’identità, ormai, resta il miraggio in cui nascondere la smania d’apparire senza essere.

Tutti vestiti uguali, gli stessi occhiali, stesse scarpe, addirittura gli stessi atteggiamenti. Nascosti tutti molto male, allo slogan “libertà”.

Così, questa macedonia mal condita, la ritrovi proprio ovunque. Anche nella Musica.

Si. Mai come in questo tempo, assistiamo al monopolio assoluto di pochi eletti. Non perché scarseggiano talenti o autori, musicisti e idee.

No! Assolutamente. Accade tutto perché il “mercato discografico” resta in mano a pochi, pochissimi “potenti” industriali.

Qual’è il risultato?

Ascoltate attentamente le “novità” musicali. Ascoltate con orecchio critico e mente aperta.

Fotocopie. Fotocopie in bianco e nero senza nessuna spina dorsale.

Musica pressoché identica. Tanto che ascoltando le basi, svestite della voce e cori vari, si stenta a trovarne la melodia.

Tutto però magicamente assume i toni del proclama tipo “Luce”, quando si confrontano le classifiche vendita e quelle AirPlay. Un successo!! Dirà qualcuno.

Certo. Non si può negare che qualcuno venda dischi.

Non sarà che le famose radio con copertura nazionale, trasmettano a nastro sempre e solo le stesse canzoni?

Strano non trovare mai qualche indipendente, giovani auto prodotti, o semplicemente qualcuno che sia al di fuori del circuito discografico canonico.

La cosa poi diventa sconcertante, quando si scopre che la fotocopia della fotocopia d’un disco, o peggio, un album fatto da cover o ristampe varie, sia supportato da migliaia di euro al lancio. Soldi usati per passaggi radio, TV, ospitate varie, Firmacopie studiate come fosse la finale del Super Bowl  .. Tutto bellissimo.

la domanda è:

“Perché questo avviene solo per alcuni, pochissimi, mentre tutti gli altri sono lasciati alla mercé del passaparola?”

Spero ancora in un mondo migliore. Un mondo nel quale la meritocrazia sia l’unica verità assoluta. Un mondo nel quale gli arraffoni e industriali senza scrupoli abbiano le mani mozzate.

Un mondo nel quale se hai talento, non sei costretto a fare compromessi. E le persone che incontri ti valutino per quello che sei, non per chi sei.

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