CALIBRO


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Calibra

su quel piano già inclinato

tra presente ed il passato

calibra

quelle ali aperte al cielo

con la voglia di provare

Di mangiare terra e sale

per capire cos’è il male

calibra

le radici del dolore

e graffiare quel rancore

per vedere, per sapere

che colore ha il tuo odio e capire poi quel gioco..

e calibro

anche il vecchio dei tuoi anni

mentre trucchi e li nascondi

il tuo male disegnato, al tuo viso che ha segnato

e le valli del tuo volto, sono fiumi di rimorso

e lo calibro

e ci navigo

con le vele chiuse al vento

trasportato dal tormento

da quel fuoco che ha radici, ed all’anima da vita

e misura le risposte, foglie secche che al tuo vento

spargi ovunque come fosse

mai coperte al cielo aperte…

e io calibro.

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